Max Casacci - FB

Musicista, compositore, produttore, fonico e DJ dai primi anni ‘80. All’età di 20 anni, la sua attività spazia già dalla composizione di colonne sonore per film, teatro sperimentale e danza contemporanea, al suo ruolo di chitarrista nelle principali band post-punk torinesi.
Negli anni ‘90 è produttore e punto di riferimento della scena indipendente italiana.
Ha suonato con la band reggae Africa Unite, esibendosi in tutto il mondo, compresa la Giamaica.
Nel 1996 ha fondato i Subsonica, una delle band alternative pop italiane più influenti. La sua carriera ha spaziato tra attività sperimentali in ambito underground ai primi posti delle classifiche di vendita e un’intensa attività live.
È membro del collettivo musicale di conferenza scientifica Deproducers. Come tecnico del suono, ha recentemente mixato album di Lorenzo Senni, prestigioso musicista elettronico italiano pubblicato dall’etichetta britannica Warp records.
Negli ultimi 10 anni, si è anche occupato di trasformare il rumore e gli ambienti sonori in musica.
Nell’album “Glasstress”, (Max Casacci & Vaghe Stelle) prodotto per la Biennale d’Arte di Venezia 2011, i suoni di una fornace di vetro di Murano si trasformano in musica.
In “The City” (MCDM+Cisi), mette in musica i suoni di Torino, insieme agli strumenti di alcuni tra i più importanti jazzisti italiani ed europei: Enrico Rava, Gianluca Petrella, Furio Di Castri, Emanuele Cisi.
“Earthphonia”, un disco senza strumenti musicali, realizzato esclusivamente con i suoni e i rumori della natura, è il primo album solista di Max Casacci.

EARTHPHONIA

In questo nuovo lavoro sonoro, Max Casacci pone la sua musica in prima linea nella battaglia per l’ambiente, raccogliendo il suono direttamente dalla natura. L’esperienza si estende, traccia per traccia, attraverso le pagine di un libro/CD che, tramite QR code, rimandano all’ascolto delle tracce e ad altre espansioni sensoriali attinenti ai temi ambientali. “Earthphonia” è un iper- disco: un oggetto che trascende il classico formato fisico per avventurarsi nelle ultime possibilità digitali, come la realtà aumentata.

“La musica non è una scintilla che viene dal nulla, è un riflesso di condizionamenti sociali, relazioni, conflitti, incontri, culture. E anche questa musica vuole dare una risposta alle voci incalzanti dei giovani, che recentemente hanno preso le strade. Una sorta di attivismo che affronta il tema dell’emergenza climatica in modo pragmatico e diretto.
La domanda qui è: siamo consapevoli delle minacce che il nostro pianeta sta affrontando? Stiamo esaurendo il tempo per le risposte e le scadenze sono strette. Questo è anche il motivo per cui ho già portato questa musica per le strade, suonandola durante alcuni recenti eventi di Fridays For Future ed Extinction Rebellion.
La chiave di “Earthphonia”, che nasce da suoni e rumori naturali trasformati in tessuto musicale, è lo stupore e l’empatia verso tutti gli ecosistemi, spesso sconosciuti, e le meraviglie che nascondono.

“Earthphonia” è un racconto visionario, un viaggio che interpreta la natura estraendo da essa melodie ritmiche e orchestrazioni. Si comincia con l’aria, gli uccelli e la biodiversità del Delta del Po - “Delta” - scivolando sull’acqua del torrente Cervo a Biella e sulle rocce di un’antica rupe dell’isola di Gozo - “Watermemories” e “Ta’cenc” – sfociare nell’oceano - “Oceanbreath” - ascoltare dal sottosuolo il suono delle radici della foresta- “Roots Wide Web” - tuffarsi nei vulcani delle isole Eolie – “Strombolian Activity” - spiare le api nel buio dell’alveare – “The Queen” - e, infine, scivolando sulle montagne – “Terre Alte”. Non è “musica per rilassarsi”, ma un’esperienza sonora intensa e vibrante, realizzata senza strumenti musicali, attraverso il campionamento e l’elaborazione digitale del rumore e degli ambienti sonori naturali.

Non è il compositore che impone la partitura, ma è il naturale fluire delle note dagli ambienti naturali che guida il processo creativo e ne indica la via. In “Earthphonia” il rapporto uomo-musica viene ribaltato e quello uomo- natura si avventura alla ricerca di un nuovo equilibrio.

In occasione della XIII Florence Biennale, Max Casacci riceve il Premio “Lorenzo il Magnifico” del Presidente “per le sue ricerche musicali di grande valore culturale: nelle sue ultime sperimentazioni sonore ha interagito con la natura, indagando l’universo dei suoni con metodo fenomenologico, affiancando la propria ricerca musicale a quella di altre professionalità che operano nel settore della divulgazione scientifica. La sua attività di musicista, strettamente connessa alla militanza ambientalista
e all’impegno sociale per una democrazia realmente partecipata, è orientata alla profusione di suggestioni sonore utili al progetto del mondo che verrà”
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