Giovanni Ronzoni - FB

Il progetto interessa uno spazio circolare sulla platea di circa 9 metri di diametro, dove saranno collocati 12 “massi” riportando 12 poesie di 12 poetesse. Saranno composti volumetricamente con carta da pacco bianca da circa 150 x 100cm. cad., da me scritte a mano con colore rosso, e posizionati in modo circolare, come fossero ore che scandiscono il “tempo”. Nella centralità, nucleo connettivo/visivo e quinta dialogante con i “massi”, sarà posto un mio lavoro dal titolo “il bosco delle innocenze” (270 x 300 x 60 cm). Tale manufatto è composto da varie essenze lignee con 100 tronchi/rami di dimensioni 5/6 cm di raggio, contaminati di vernice lucida rosso sangue, alle estremità superiore lasciandola percolare. Una sorta di rimando alla “violenza” contro deturpamenti boschivi e forestali nel mondo, patrimonio ineluttabile dell’umanità. Verranno allocate su apposite basi ferrose e successivamente ricoperte, per la zona da essa interessata, da ceneri e nera pece.

Il 23 ottobre, giorno dell’inaugurazione, l’installazione site-specific sarà oggetto di un momento “performativo”, dove 12 poetesse, vestite di un “vello” bianco con “strappo” in corrispondenza della bocca, ed a piedi nudi, lentamente camminando in gruppo, si posizioneranno stabili ognuna ai piedi di ogni “masso” con scritta la loro rispettiva Lirica, ponendosi in cerchio, come una sorta di “menhir parlanti” testimoni del verbo “scritto”. Posizionate, dopo un breve momento di silenzio, per cogliere l’attenzione dei “fruitori”, inizieranno a recitare, al tocco di una campana tibetana, ritmicamente a seguire le loro Liriche. Distanziate sempre tra una e l’altra da un momento di “respiro”. Alla conclusione del verbo, ritte in silenzio ed immobili, aspetteranno circa 1 minuto, prima di ricomporsi, e tornare da dove erano arrivate.

Giovanni Ronzoni è nato il 5 dicembre 1952 a Lissone (MB) e si è laureato presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Nel 1980 fonda il suo atelier di architettura rilevando e recuperando filologicamente un vecchio capannone industriale. Ha firmato numerosi progetti, residenziali, commerciali, pubblici e di design. Il suo segno minimalista riconoscibile, sempre provocatorio e tendente alla poetica e all’essenzialità, si traduce nella creazione di spazi pensati per la sottrazione e il silenzio. La sua personalità poliedrica e la sua inesauribile creatività lo portano negli anni a sviluppare sempre più il suo lato artistico e ad avvicinarsi ad altre discipline come la grafica, la fotografia, la pittura, la scultura, infine la poesia e la poesia visiva. Giovanni Ronzoni utilizza
i vari linguaggi espressivi e li piega alla sua volontà, sperimentando sempre nuove ricerche artistiche, in cui tutti questi linguaggi diventano sintesi per dare forma e voce al suo pensiero.
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