CENTRI DIURNI PER DISABILI - Biennale

I centri semiresidenziali L’Abbraccio, L’Aquilone (nella sua articolazione in due sedi) e L’Arcolaio sono quattro realtà che offrono risposte alle necessità di cittadini che si trovano in condizioni di disabilità grave e medio grave e dei loro congiunti che molto spesso devono farsi carico di importanti e gravosi obblighi familiari. I territori interessati fanno parte dell’area fiorentina sud-est, che comprende i comuni di Figline e Incisa Valdarno, Rignano sull’Arno, Reggello, Tavarnuzze, Impruneta, Barberino Tavarnelle e San Casciano.
L’impegno quotidiano degli operatori è interamente orientato allo sviluppo delle capacità dei ragazzi, ognuno con la propria particolarità e con i propri bisogni. Nonostante la lunga esperienza e la professionalità del personale, il rischio di non riuscire a superare lo stigma della diversità è sempre attuale e forse negli ultimi anni ancora di più. Queste quattro realtà sono patrimonio dei comuni che ne hanno delegato la gestione alla Azienda USL Toscana Centro e sono gestiti da cooperative sociali tramite gare di appalto.
La possibilità di partecipazione alla Florence Biennale è una grande soddisfazione oltre che una importante occasione per “portare fuori” le risorse di persone che troppo spesso faticano a trovare spazi diversi da quelli quotidiani e che corrono il rischio di non essere riconosciuti non solo come artisti ma neanche come cittadini.

L'Abbraccio

Il centro di socializzazione L’Abbraccio è nato nei primi anni ’80 a Tavarnelle V.P. grazie alla volontà e all’impegno di un gruppo di volontari (coordinati dalla Misericordia e dal Comune) con l’intento di aiutare le famiglie in difficoltà del territorio che avevano a carico persone con disabilità. Inizialmente il compito dei volontari era solo quello di accompagnare i ragazzi alle sedute di riabilitazione, poi furono individuate sul territorio le risorse (spazi, mezzi, personale volontario e professionale) per realizzare un servizio quotidiano di assistenza, ma soprattutto un’opportunità di socializzazione fuori dal contesto familiare. Nella metà degli anni ’90 è stata inaugurata la sede attuale, questo ha permesso di accogliere le richieste provenienti dai comuni limitrofi ed un conseguente aumento del numero degli utenti, che ad oggi è di 12 presenze giornaliere. Solo negli anni duemila, il centro ha assunto una propria identità e un nome: Centro di Socializzazione L’Abbraccio. Ad oggi è una realtà attiva e ben integrata sul territorio, grazie a progetti di collaborazione con associazioni socio-culturali e con alcuni istituti scolastici. Il nostro impegno quotidiano è quello di lavorare per contribuire a una maggiore autonomia dei ragazzi, ma soprattutto per la valorizzazione di ogni modalità espressiva e comunicativa, privilegiando la dimensione del gruppo, come grembo di accoglienza e condivisione
di vissuti, emozioni e diversità. Il principio del “piacere” è ciò che muove ogni attività proposta, il corpo, in tutte le sue potenzialità espressive, ne è il protagonista, il gioco lo strumento privilegiato. Da anni il gruppo di lavoro ha sposato come metodologia di lavoro la “Globalità dei linguaggi”, disciplina della comunicazione e dell’espressione con tutti i linguaggi, con finalità di ricerca, educazione e terapia.

L'Aquilone

Il centro L’Aquilone è dislocato in due sedi: una nei Comuni di Figline-Incisa Valdarno e l’altra nel comune di Rignano. Entrambe nascono alla fine degli anni ’70 con lo scopo di inserire persone con varie tipologie di disabilità, in un contesto socio-ricreativo. Negli anni successivi la struttura ha preso una forma più definita e organizzata diventando un solido punto di riferimento per le famiglie dei tre Comuni del Valdarno Fiorentino: Figline-Incisa Valdarno, Reggello e Rignano sull’Arno, per conto dei quali la ASL Toscana Centro ne gestisce il servizio. Attualmente le due strutture possono accogliere complessivamente 30 ospiti dai 18 ai 65 anni. Gli ospiti che frequentano i centri sono portatori di disabilità grave che impedisce loro una reale possibilità di inserimento nel mondo del lavoro, per quanto protetto, agevolato, e regolamentato dalle normative vigenti. Tutto ciò si traduce in un rischio di esclusione o istituzionalizzazione, se non vengono adeguatamente sostenute le abilità di ciascuno, con interventi specifici di promozione e valorizzazione delle potenzialità cognitive, operative e relazionali. A tale scopo, all’interno dei centri, vengono proposte attività di laboratorio di pittura (Art Brut), attività sensoriali, di bricolage, di cucina e di giardinaggio ma anche uscite sul territorio per favorire la socializzazione, oltre alla programmazione di attività esterne specifiche.
La nostra proposta metodologica si basa sul modello “Qualità della Vita” di ANFFAS, per il quale la disabilità viene concettualizzata come condizione di salute e dove le menomazioni fisiche, mentali, intellettive e sensoriali, altro non sono che l’espressione della diversità umana.

L'Arcolaio

Il centro di socializzazione L’Arcolaio è nato alla fine degli anni ’80 a Tavarnuzze, Impruneta (FI), dalla collaborazione tra la Cooperativa Sociale Arca, il Comune di Impruneta e successivamente la ASL zona fiorentina sud-est.
Il Centro si pone come obiettivo principale quello di offrire un luogo dove ognuno si senta accolto, dove possa esprimersi e confrontarsi con gli altri cercando di sviluppare i propri talenti.
Il Centro ha la possibilità di accogliere un numero massimo di 12 ospiti che vanno dai 18 ai 65 anni. L’Arcolaio parte da una Didattica dell’Inclusione considerando ognuno protagonista dell’apprendimento, qualunque siano le sue capacità, potenzialità e limiti. Questo comporta metodologie diversificate a seconda della situazione come il lavoro di gruppo, la suddivisione del tempo, l’apprendimento cooperativo fino all’uso di alcuni ausili informatici.
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