Centosettantaperottanta | What comes first? - Progetto di ricerca artistica di Sara Conforti - Biennale

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Centosettantaperottanta | What comes first? - Progetto di ricerca artistica di Sara Conforti

Installazione site e context specific

Nell’ambito della sua XIII edizione, la Florence Biennale conferirà il Premio Speciale del Presidente a Sara Conforti per l’alto valore della sua attività artistica, in cui la pratica dell’arte e la visione poetica sono concepiti come percorso per approfondire le tematiche che si agitano tra la condizione etica e quella estetica della vita, indagata tra gli intricati tessuti della condizione umana, che coinvolgono l’amore, la passione e l’inclusione sullo sfondo delle differenze economiche, sociali e di genere. La partecipazione della società civile alla sua prassi artistica, in particolare delle donne che sono state oggetto di marginalità, abusi e violenze, hanno consentito a Sara Conforti di perfezionare un’arte di relazione come strumento educativo e di guarigione, esperienza reale per la cooperazione e la valorizzazione delle differenze per rigenerare autostima, indipendenza e libertà. 

 

L’artista espone il suo progetto di ricerca artistica con l’installazione site specific “CENTOSETTANTAPEROTTANTA | WHAT COMES FIRST?” a cura di Fortunato D’Amico nell’ambito del VI Festival dell’Outsider Art e dell’Arte Irregolare “Sono altro. Sono altrove” presentato oggi 1 ottobre 2021 presso Palazzo Barolo a Torino e che sarà presente alla XIII Florence Biennale, che accoglierà l’artista come Ospite d’onore e come Vincitrice del Premio del Presidente. 

Centosettantaperottanta | What comes first? Progetto di ricerca artistica di Sara Conforti Installazione site e context specific

 

Nato dalla collaborazione con Moleskine Foundation
e ispirato dal tema del progetto educativo AtWork 2022


A cura di Fortunato D’Amico


Si ringraziano per la co-creazione le 70 partecipanti ai 10 workshop di ricerca


Un progetto in collaborazione con
Moleskine Foundation e progetto Atwork
Fermata D’Autobus Onlus
Fragole Celesti - Comunità Doppia Diagnosi per la cura di abusi, violenze e maltrattamenti

Hanno ospitato i workshop di ricerca:
Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Spazio BAC - Barolo Arti con le Comunità. Sede operativa di CCW a Torino
Officine Caos - Stalker Teatro - Torino


si ringraziano
VI Festival dell’Outsider Art e dell’Arte Irregolare | Palazzo Barolo - Torino
Fondazione Chierese per il Tessile e Museo del Tessile


Sponsor tecnici
Sublitex - The Innovative Printing - Alba (Cn) FIDIVI - Tessitura Vergnano SpA Poirino (To) ArNa Passamanerie - Chieri (To)
Boselli & C - Como 


L’installazione è realizzata grazie alla donazione di pregiati scarti di produzione di aziende che adottano processi industriali eco-sostenibili e certificati. I tessuti in 100% Poliestere sono stati prodotti con filati derivati dal recupero di bottiglie di plastica post consumo. Le stampe sono state realizzate con processi water free and energy saving.


Invitata nel Dicembre 2020 alla creazione di un esclusivo taccuino d’artista AtWork da inserire nella prestigiosa collezione di Moleskine Foundation, Sara Conforti coglie l’occasione per comporre l’opera richiesta tramite l’ideazione di uno speciale capitolo di ricerca del progetto Centosettantaperottanta, dispositivo esperienziale tra talk, archivio e performance che l’artista impiega dal 2011 per condurre la sua indagine sulle complessità del tessuto sociale e di genere attraverso il rapporto tra abito e habitus.
I workshop Centosettantaperottanta rappresentano uno spazio di esplorazione dedicato all’universo femminile dove il valore pubblico e privato della vestizione incontra la possibilità di svelarsi. Incentrati su una prassi tassonomica i laboratori declinano e moltiplicano i diversi capitoli di una ricerca che scava nei guardaroba per cercare e condividere risposte sul rapporto con la contemporaneità. L’indumento da oggetto - simbolo della nostra vorace società del consumo diventa così soggetto-perno capace di stimolare riflessioni sull’identità individuale e collettiva attraverso processi autobiografici e di reminiscenza. Gli indumenti d’affezione - in particolare - diventano protagonisti di autopsie “affettive” e fulcro di un viaggio del sé per la nascita di nuove narrazioni che ispirano il cambiamento.
Per la costruzione ed il consolidamento di una consapevolezza identitaria, sociale ed ecologica volta alla creazione di nuovi modelli di comunità.


Il progetto di ricerca Centosettantaperottanta | What comes first? prosegue quindi la consueta pratica di indagine gender oriented tra abito e habitus incrociando la domanda del progetto educativo AtWork 2022 che viene impiegata come incipit per inaugurare questo speciale percorso svolto durante l’isolamento provocato dall’emergenza da Covid 19 e realizzato nell’arco di 7 mesi ( Dicembre 2020 - Luglio 2021 ) attraverso 10 workshop - 7 in remoto e 3 in presenza.
Il progetto ha coinvolto 70 partecipanti in un circuito di condivisioni in modalità generativa: la regola prevedeva che ciascuna avrebbe invitato una donna significativa a prendere parte al workshop successivo. Il lavoro di ricerca artistica si è sviluppato intorno a tre temi: la risposta di ciascuna al questito: what comes first?, la riflessione sulla felicità attraverso una propria fotografia e l’indagine sul concetto di gioia che ha coinvolto un abito d’affezione indossato in un giorno di festa.


Il percorso si è concluso con la scelta di tre parole chiave estratte dagli storytelling tematici e utilizzate per la creazione partecipata di un componimento evocativo grazie all’uso della tecnica narrativa del flusso di coscienza. La frase emersa è stata ricamata su uno speciale tessuto bianco spedito dall’artista a tutte le partecipanti all’atto dell’adesione al progetto, unitamente al telaio da ricamo ed al taccuino Moleskine sul quale trasferire - in un tempo di 30 giorni - le tracce dell’esperienza condivisa e le proprie riflessioni lasciando massimo spazio alla creatività personale.
L’intensità del lavoro di gruppo - malgrado la modalità virtuale - ha dato vita ad una filiera del valore nel reale; una staffetta operosa in grado di superare un tempo denso di distanze forzate. Residenti in diverse regioni d’Italia le partecipanti hanno fatto convergere verso lo studio dell’artista i loro preziosi diari e manufatti tessili. Spediti con cura e con amore questi zibaldoni densi di vissuto hanno così risalito le barricate esistenziali e logistiche di un complesso tempo di mezzo, illuminando di speranza lo stretto sentiero di quei nostri giorni bui.

BIOGRAFIA DELL'ARTISTA

 

Sara Conforti nasce a Torino nel 1973.
Diplomata all’Istituto Statale d’arte Aldo Passoni per il disegno della moda e del costume di Torino. Studia Storia dell’Arte Moderna e Letteratura Artistica al DAMS presso l'Università degli Studi di Torino. Consegue un Master di I livello in Comunicazione Ambientale presso lo IED di Torino. Dal 2003 al 2011 è assistente creativa dell’artista Michelangelo Pistoletto e Cultural Manager per Cittadellarte - Fondazione Pistoletto.
Dal 2013 collabora nell’ideazione di progetti artistici e performativi con Campagna Abiti Puliti - Clean Clothes Campaign, la più grande alleanza del settore abbigliamento di sindacati e di organizzazioni non governative per il miglioramento delle condizioni lavorative nel settore dell’abbigliamento. Per FAIR e Campagna Abiti Puliti è Ideatrice e Supervisore artistico del Docufilm: The Wings Are not for sale nel marzo 2021.
Dal 2014 collabora con Associazione tessile e Salute nella redazione di progetti artistici per la divulgazione degli impatti in materia di eco-tossicologia nei settori Tessile e Moda.


Sara Conforti è un’artista militante - attivista. La sua pratica esplora le complessità del tessuto sociale e di genere unitamente a tematiche sociali, politiche e ambientali. Autrice di progetti performativi, di ricerca artistica e di scultura sociale che hanno come focus l’abito che da oggetto-simbolo della nostra vorace società del consumo, diventa soggetto-perno capace di stimolare riflessioni profonde intorno all'identità individuale e collettiva grazie alla riattivazione del processo di reminiscenza. Una pratica per la costruzione di processualità condivise, mnemoniche e manuali che passano dalla dimensione biografica e confluiscono in opere corali per la generazione di nuovi rituali e legami. Per guardare insieme gli ingranaggi di questo tempo di mezzo che non riesce più a sopportare nulla che duri e rappresentato così minutamente dal rapporto spaziale e temporale con i nostri indumenti. Un impegno morale e politico che Sara Conforti persegue grazie alla funzione salvifica di quell'arte che si lega alla comunità e che si pone al centro di luoghi e momenti in cui il gruppo si riconosce e costruisce relazioni. Una necessità che si rivolge alle contingenze del tempo presente con profonde riflessioni e mappature che coinvolgono habitus e abito nel terreno dell’arte antropologica. L’indumento si fa totem e diventa così elemento privilegiato di una ricerca nel sociale e per il sociale volta alla raccolta di tasselli per la rilettura di quell’eterna ricerca di armonia tra l’umanità e la disumanità dei gesti quotidiani. Uno dei tanti è il feroce acquisto compulsivo contemporaneo. Per questo, da quasi un ventennio, Sara persegue i suoi studi volti alla comprensione del complesso sistema moda, dei suoi impatti sociali, sanitari, ambientali e psicologici per generare un prisma di conoscenze che definisce la sua pratica artistica indirizzata alla ricerca di forme di preservazione dei valori e dei diritti umani. Per Sara Conforti i nostri abiti sono metafore, sintomi o motori di scelte - di identità perdute o ritrovate - testimoni di luoghi, rappresentanti ufficiali di stereotipi, di traumi, di gioie. La sua pratica - la sua poetica - si articola intorno al centro vuoto del sistema moda attraverso un'esplorazione sulla semantica della vestizione come fenomeno che caratterizza una società contemporanea alla ricerca di identità. Conduce la sua indagine attraverso il progetto Centosettantaperottanta inaugurato negli spazi del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea nel 2012. Titolo che deriva dalla misurazione di una camicia “da uomo”, ma che identifica uno spazio di esplorazione dedicato all’ universo femminile dove il valore pubblico e privato della memoria e del vissuto incontra la possibilità di svelarsi. Centosettantaperottanta è una prassi tassonomica che declina e moltiplica i diversi capitoli di una ricerca che scava nei guardaroba per cercare e condividere risposte. I vestiti delle partecipanti ai workshop del progetto diventano così protagonisti di autopsie “affettive” e fulcro di un viaggio del sé in relazione col gruppo, per la nascita di nuove narrazioni. Indumenti rappresentativi della gioia, del dolore, dell’abuso, del viaggio, dell’ “ultimo viaggio”. Indumenti del padre, della madre. Di chi non c’è più e di chi si è appena affacciato alla vita. Un abito/accessorio d’affezione, una foto la stesura di una memoria privata che diventa pubblica e condivisa, parole significanti che diventano segnature cucite su opere tessili partecipative. Una riflessione diffusa per mettere in connessione ed in ascolto la comunità. Un riportare al cuore le emozioni incastrate nelle trame che diventano traccia sensibile tra talk, archivio e performance. Diretta conseguenza delle indagini di Centosettantaperottanta è infatti il progetto performativo 13600HZ Concert for sewing machines che dal 2013 l’artista costruisce attorno al suono delle macchine per cucire. Ogni volta un Tableau Vivant site specific focalizzato sul tema della ricerca genera una nuova costruzione scenica. Un lavoro corale in cui le partecipanti ai workshop vengono ulteriormente coinvolte nell’espressione corporea e drammaturgica per elaborare i contenuti delle proprie indagini personali che confluiscono nell’atto performativo. L’agire e la spettacolarizzazione delle riflessioni diventano gesto politico e di consapevole denuncia rivolta alle distorsioni produttive del fashion system che fagocita identità. Per colmare il gap informativo rispetto agli impatti ambientali, sociali del turbo sistema moda Sara Conforti nel 2011, fonda hòferlab ass. cult. Piattaforma multidisciplinare per connettere la cultura della moda etica con il sistema sociale, artistico e produttivo; per stimolare il dibattito sui principali driver di innovazione sostenibile portandoli all’attenzione di un’opinione pubblica sempre più consapevole delle criticità ambientali e sociali del sistema globale della moda. Con un lavoro in networking con importanti stakeholder della cultura, dell’istruzione e della produzione presenti sul territorio regionale e nazionale hòferlab ass. cult. organizza workshop, corsi di formazione, incontri, seminari, convegni e rassegne periodiche per stimolare un cambiamento nello stile di vita, consumo e produzione a favore di modelli più responsabili e rispettosi dei diritti umani e dell’ambiente. Il volano per una diretta azione educativa itinerante è il progetto ànticasartoriaerrante laboratori nomadi per una moda sostenibile dedicato al circular- design e all’auto produzione. Un network al femminile per aprire un “discutere” critico attraverso un fare artistico e manuale per amplificare il protagonismo femminile nelle scuole, nel cuore dei quartieri cittadini, nelle periferie, nelle piazze, nei luoghi di aggregazione, ma anche nei luoghi di cura e di marginalità dove il perseguimento del riscatto di genere si esprime con forza e coraggio travolgenti: centri di accoglienza, centri psichiatrici, carceri, centri oncologici, comunità terapeutiche. Quelle città invisibili dove è fondamentale saper praticare il passo di fianco e dove l’approccio arte e welfare entra nella relazione d’aiuto per rispondere all’urgenza. Nel 2017 Sara Conforti fonda Lalàgeatelier - Dispositivi Vestimentari. Un progetto per la ricollocazione sociale e professionale di donne in stato di fragilità che coniuga arte, moda e produzione, didattica e cura, territorio, responsabilità sociale d'impresa ed economia circolare per la produzione di Capsule Collection in Upcycling. Realizzato in cooperazione con Fragole Celesti - Comunità doppia diagnosi femminile per la cura di abusi, maltrattamenti e violenze e Fermata d’Autobus onlus beneficia del patrocinio dell’associazione Tessile e Salute di Biella e del coinvolgimento delle aziende tessili dell’eccellenza biellese certificate. Un progetto per connettere il rispetto della persona a quello dell’ambiente secondo i principi dell’economia circolare grazie al recupero dei pregiati fine pezza impiegati in una supply chain territoriale per una nuova filiera del valore che collega il lavoro delle utenti della comunità Fragole Celesti con quello delle donne ospiti di altri enti e strutture preposti alla difesa e cura del femminile fragile a livello regionale.

 

Collaborazioni:
Unione Europea, Ministero degli Affari Esteri; Ministero dell’Ambiente; Regione Piemonte; Assessorato pari Opportunità Regione Piemonte; Città di Torino; Tavolo centri antiviolenza Piemonte; Regione Liguria; Regione Puglia; Comune di Bari; Comune di Torino; Comune di Milano; Network Zonarte; Housing Giulia; Teatro della Cavallerizza Reale di Torino; Clean Clothes Campaign / Campagna Abiti Puliti; Campagna Change your Shoes; Ass. Tessile e Salute; ICEA - Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale; C.L.A.S.S. - Creativity Lifestyle and Sustainable Synergy; E.R.I.C.A. Soc. Coop; CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro; Sustainability- lab; Film Commission Torino Piemonte; Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova; Camera di Commercio di Milano; Camera Nazionale della Moda Italiana; CNA Federmoda; Jeos Symbola; Università Bocconi; Fondazione Cariplo; Greenpeace; Nuvola Lavazza; CASA UGI - Unione genitori Italiani contro il tumore dei bambini; Comunità Fragole Celesti Doppia diagnosi femminile per la cura di abusi, violenze e maltrattamenti; Fermata d’Autobus Onlus; Liceo Artistico Aldo Passoni; IIS Zerboni - Sezione Moda; Green Box – Incubatore di idee; Centro Formazione Ageform; Rete delle Case del Quartiere; Circuito Botteghe Altro Mercato; Ass. Articolo 10 Onlus; Cooperativa Frassati; Manualmente; CH4 Sporting Club; Fa la Cosa Giusta - Fiera nazionale del consumo critico e stili di vita sostenibili; Ass. Cult. OASI - Topos; viabiellaventisei comunità doppia diagnosi Torino; Hiroshima non amour; Coop. Raggio verde; Fa la Cosa Giusta- Fiera Nazionale del consumo critico e stili di vita sostenibili; Ass. Cult Per-corsi di Pan; Ass. Cult. Macao; Ass. Il vaso di Sarepta - Chiesa Evangelica Battista - Torino; Serpicanaro; Teatro Altrove della Maddalena Genova; Ass. Cult. Superattico Bari; Novelab Novello; Antonio Marras; Vogue Italia; Franca Sozzani; Charlotte Casiraghi di Monaco | Ever Manifesto; Gianna Nannini; Alessandro Bergonzoni; Achille Bonito Oliva; Ermenegildo Zegna; Casa Zegna; Marzotto Group; Hugo Boss; Milano Unica Ideabiella; Unione industriale Biellese; FILO. Salone Internazionale di filati e fibre; Camera della Moda; Politecnico di Torino; Galleria d'Arte Christian Stein Milano; Teatro Elfo Puccini Milano; VIU Venice International University; MAXXI Roma; Tate Gallery; PAV Parco Arte Vivente Centro; Fondazione Stelline Milano; Salone internazionale del libro Torino; Qattan Foundation Ramhalla; Biennale d'Arte di Venezia; Artissima Fiera internazionale d'arte Contemporanea; Camec - Centro per l'arte contemporanea La Spezia; Fondazione Orestiadi Tunisi; Lanificio Botto Giuseppe& Figli spa; Lanificio Guabello Spa; Lanificio tg di Fabio spa; Lanificio Subalpino spa; MET Manifattura etichette tessute; Sinterama spa; Boselli spa; Miroglio Group; Miroglio Sublitex; Moleskine Foundation; XIII Florence Biennale; Fondazione e Museo del Tessile di Chieri; Palazzo Barolo Torino; Festival delle Arti Irregolari 2021. .

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