Franco Zeffirelli

Premio “Lorenzo il Magnifico” alla Carriera 2019

Seguire il suo percorso umano e culturale attraverso cui si è delineato il suo orizzonte artistico e la sua fama nel mondo, significa muoversi dalla tradizione artistica di Firenze, dove Franco Zeffirelli è nato il 12 febbraio 1923.

L’ascesa di Zeffirelli inizia nell’immediato dopoguerra, sperimentando prosa e musica con la Compagnia teatrale “Il Carro dell’Orsa minore” di Alessandro Brissoni. Inizialmente scenografo e costumista di “operine” all’Accademia Chigiana di Siena, poi l’incontro con Luchino Visconti che lo porta a trasferirsi a Roma, divenendone sia assistente alla regia (La terra trema, 1948; Senso, 1954), sia apprezzato scenografo per le sue doti figurative e architettoniche. Dagli anni Cinquanta, Zeffirelli è impegnato, prima come pittore-scenografo e costumista poi anche come regista, nell’allestimento di opere in musica del Settecento e dell’Ottocento nei teatri di Milano, Genova, Napoli, Palermo, e non passa inosservata l’unità dello spettacolo: al Teatro alla Scalal’Italiana in Algeri (1953), La Cenerentola (1954) e Il Turco in Italia di Gioacchino Rossini (1955), diretto da Gianandrea Gavazzeni e interpretato da Maria Callas. Insieme alla sua Musa prediletta, realizzerà nel 1964 le edizioni di Tosca e Norma (Londra, Royal Opera House; Parigi, Opéra de Paris), dedicandole nel 2002 il film Callas Forever.

Da allora la parabola artistica di Franco Zeffirelli – sulla ribalta dei principali palcoscenici del mondo – ha conosciuto un crescendo che l’ha portato a divenire il regista italiano più acclamato nel panorama artistico internazionale. Sono indiscussi i suoi meriti nel rivitalizzare all’Old Vic di Londra i classici shakesperiani (come Romeo e Giulietta, 1960; Amleto, 1964) e la drammaturgia moderna del Novecento che, in anni non sospetti, Zeffirelli ha portato nei teatri di tutta Europa – da Edward Albee ad Arthur Miller, da Luigi Pirandello a Eduardo De Filippo.

Puccini e Verdi, una giostra fra i giganti della lirica più amati dal regista e declinati, sin dagli anni Sessanta, nelle innumerevoli varianti di Tosca, Falstaff, Otello, Trovatore, oltre alle acclamate Carmen di Bizet e il più volte rivisitato dittico Cavalleria Rusticana Pagliacci. L’Olimpo dei cantanti e direttori d’orchestra che Zeffirelli ha conosciuto è gremito di artisti di primo ordine – dalla Callas alla Sutherland, da Plácido Domingo e José Carreras a Luciano Pavarotti.

Il riconoscimento a Cavaliere dell’Ordine dell’Impero Britannico, conferitogli dalla regina Elisabetta II d’Inghilterra nel 2004 per le sue messinscene della drammaturgia shakesperiana, onora le stesse trasposizioni per il grande schermo come la celebre Romeo e Giulietta (1968). Numerosi sono i titoli di successo di critica e di pubblico, come  Fratello Sole, Sorella Luna (1972) e le celebri pellicole hollywoodiane come Il campione (1979) e Amore senza fine (1981) con Brooke Shields e un giovane Tom Cruise.

La sensibilità che Zeffirelli aveva nel cogliere con la cinepresa le più impalpabili sfaccettature dell’animo umano traspare anche nei tributi dedicati alla sua amata città, come Per Firenze, il documentario in presa diretta dell’alluvione del 1966 e Un tè con Mussolini (1999) che, con la partecipazione di attrici del calibro di Joan Plowright, Judi Dench, Maggie Smith e Cher, rievoca gli anni della sua infanzia e adolescenza:

“Essere cresciuto e circondato dalla memoria delle supreme conquiste di civiltà e d’arte di Firenze è il maggior regalo con cui la fortuna ha arricchito la mia vita”.

Nella sua amata Firenze, Zeffirelli inaugura la sua tanto attesa Fondazione e Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo nel 2017.

 

 

La Florence Biennale conferisce il Premio “Lorenzo il Magnifico” alla carriera ad Franco Zeffirelli “per lo straordinario contributo alle arti sceniche, alle arti visive, e all’arte cinematografica, con cui ha dato lustro a Firenze e incantato il mondo intero. Attraverso opere di grande forza evocativa, permeate di bellezza e armonia, Franco Zeffirelli ha meravigliosamente realizzato la sintesi fra le arti distinguendosi quale artefice di un fare ad arte senza limiti. Tutto ciò reinterpretando magistralmente l’eredità di Leonardo da Vinci, che appartiene alla sua cultura d’origine, e coinvolgendo talenti d’eccezione sulla scena internazionale nella genialità del suo eccelso processo creativo”.