Progetto a cura di:
Beatrice Biondi
Giulia Fiorani
Corinna Stacchini

Grafica

“Placing culture at the heart of sustainable development policies”
(Congresso Internazionale di Hangzhou ,17 maggio 2013)

Le infrastrutture culturali (come musei e altri spazi espositivi) devono essere usate come spazi civici che favoriscano il dialogo e l’inclusione sociale, in modo da promuovere il valore di coesione. Dialogo interculturale, bisogno di rigenerare l’identità culturale dei popoli attraverso il linguaggio universale dell’arte.

La scelta di utilizzare la figura del cuore umano è perché esso è il nucleo per eccellenza dell’essere umano, che è chiamato dunque ad accogliere pezzi diversi di cultura, di mondo e di natura, a racchiuderli in sé o addirittura ad esserne costituito. Così come il cuore è la centrale della vita umana, l’arte può esserlo per la cultura.
La scelta di giocare sul termine earth è un ulteriore rafforzativo: la parola che sta per “terra” si confonde con quella che significa “cuore” (heart e earth); entrambe, a loro volta, contengono il termine “arte” (art), dando così il via ad una serie di riferimenti volutamente equivoci, a dimostrazione di quanto i confini tra le differenze siano labili.

La proposta alternativa è stata pensata attraverso una sineddoche, figura retorica che sta a significare il tutto per una parte. è stato scelto infatti di riferirsi ad una figura umana, di cui il cuore è una parte senz’altro vitale. Qui c’è l’invito a prendere coscienza del mondo e della cultura, del significato dei diritti umani, di uguaglianza, convivenza sociale e sostenibilità. La figura incarna tali valori, mentre si libera di tutto ciò che può frenarli o inquinarli.

In entrambe i casi il concetto è uno: solo attraverso l’intervento umano la cultura e l’arte potranno essere davvero mezzi di riqualifica di quei valori indispensabili all’evoluzione del mondo.