Omaggio ai Laboratori di Restauro dei Musei Vaticani

La Biennale ha voluto portare a diretto contatto con il pubblico una operatività quotidiana ed instancabile che, analogamente a molti campi della ricerca, raggiunge punte di raffinata professionalità pur mantenendo al contempo note di indispensabile eclettismo.

I Laboratori di Restauro dei Musei Vaticani affondano le proprie radici nella tradizione plurisecolare delle Raccolte Vaticane e costituiscono una realtà per molti aspetti unica, vitale per la conservazione e la conoscenza di un patrimonio culturale immenso quanto variegato. Oltre alla realtà più strettamente museale, i Laboratori partecipano come struttura tecnico-scientifica alla tutela dei beni culturali della Santa Sede, conservati all'interno del territorio dello Stato della Città del Vaticano e nelle aree extraterritoriali, come ad es. le Basiliche Patriarcali di Roma.

Oltre alla presentazione documentaria dei grandi restauri, al visitatore della Biennale è stata data la possibilità di entrare in contatto diretto con i singoli Laboratori specializzati per materia, cui è affidata l'attività di conservazione (dalle pitture ai mosaici, dalla ceramica ai metalli, dai tessuti alla carta, dal legno ai materiali litici). I Laboratori hanno mostrato non solo gli aspetti della loro consistenza attuale, ma anche quelli della loro valenza storica: che non è solo storia dell'Istituzione di appartenenza, ma rappresenta al contempo un interessante e spesso inedito capitolo della storia del restauro.

Una variegata rassegna di opere, diverse per epoca, area culturale, stile e materia, è stata presentata sotto una luce nuova, fornendo una opportunità generalmente preclusa al normale visitatore di un museo, straordinaria occasione per varcare quel confine dove generalmente si deve arrestare la curiosità dei "non addetti", attraverso una panoramica sui restauri più importanti effettuati negli ultimi anni (quelli della Cappella Sistina e delle Stanze di Raffaello sono solo alcuni dei più noti, ma molti ricorderanno anche il restauro sensazionale della Pietà di Michelangelo) e sulle metodologie di indagine e di intervento nei casi più ricorrenti e, talvolta, anonimi.

E' stato un modo ovviamente diverso di guardare l'opera d'arte, considerata non solo nella sua immediata esteriorità, ma anche addentrandosi nella materia, oltre le capacità dell'occhio umano. Le sorprese pertanto non sono mancate: dalle inedite anticipazioni sul restauro di un'importante statua-ritratto dell'Imperatore Augusto (nota come Augusto di Prima Porta), alla scoperta di gustosi dettagli inediti rivelati dalle indagini scientifiche, attraverso le quali è possibile seguire il processo creativo dell'artista famoso o di un anonimo antico artefice, insieme alle problematiche più strettamente connesse con la conservazione e il restauri.

L'allestimento dello spazio dedicato ai laboratori di restauro dei Musei Vaticani è stato il momento più emozionante dell'intera struttura scenica che ho avuto l'onore di curare per questa edizione della Biennale. Ringrazio i Direttori dei singoli laboratori per l'accuratezza del materiale inviatomi. In particolare ringarzio Anna Maria de Strobel direttore responsabile del laboratorio arazzi, Maurizio De Luca, capo restauratore del laboratorio delle pitture, Maurizio Sannibale, responsabile del laboratorio metalli e ceramiche e del laboratorio restauro carta, Paolo Liverani responsabile del laboratorio dei marmi e dei mosaici. Ringrazio infine il dirigente Ulderico Santamaria e l'assistente Fabio Morresi, del gabinetto di ricerche scientifiche. La loro puntuale collaborazione ha reso possibile l'organizzazione grafica del complesso lavoro che racconta la storia e l'operato dei Laboratori di restauro dei Musei Vaticani.

Arch. Letizia Bombaci

La Pietà

Pietà di Michelangelo

Laboratori Musei Vaticani

Spazio espositivo

Restauro

Restauro